Montagne di Libri

Eccomi tornare a scrivere dopo un bel po' di tempo silenzioso.

In questi mesi sono davvero cambiate una miriade di cose che piano piano voglio tornare a raccontarvi: ho lavorato a testa bassa sulle mie Montagne di Lana e la mia fatica è ripagata, vedo che, mattoncino dopo mattoncino, sto costruendo qualcosa di buono e di soddisfacente.


Una cosa che purtroppo sembra non esser cambiata rispetto a 365 giorni fa è la presenza del Covid e le conseguenti restrizioni e limitazioni a cui ci vediamo purtroppo costretti: niente scuola, reclusi in casa, bar e ristoranti chiusi.

Visto che quindi il tempo da trascorrere lontani dalle nostre amate montagne a quanto pare sarà piuttosto lungo, non mi sembrava ci fosse momento più adatto per tornare a parlarvi delle mie letture, nella speranza di potervi dare lo spunto per trascorrere qualche ora in viaggio, almeno con la fantasia.


Oggi vi parlo di "Ti telefono a Katmand

u" di Bernadette McDonald, la biografia di una donna pazzesca, Elizabeth Hawley, "Lizzy", eccentrica giornalista americana considerata la custode dell'Himalaya.

Creatrice di un vasto archivio di informazioni alpinistiche (l'"Himalayan Database"), ha intervistato in modo attento e meticoloso centinaia di alpinisti impegnati sull'Himalaya, diventando una vera e propria istituzione, amica dei principali himalaisti da Sir Edmund Hillary a Reinhold Messner e punto di riferimento per chi decideva di affrontare le temibili vette della catena asiatica.


Non solo giornalista, ma anche donna forte ed indipendente che, lasciati gli Stati Uniti negli anni '50, ha girato il mondo scegliendo di stabilirsi da sola in Nepal, vero e proprio tempio dell'alpinismo ai piedi delle immense montagne ambite da intere generazioni, ma anche un paese attraversato da profonde contraddizioni politiche e sociali spesso sfociati in spaventose violenze, che sono raccontate parallelamente alle vicissitudini della straordinaria cronista.


La visita a Miss Hawley prima e dopo un'ascensione sono stati un passaggio obbligato per tutti gli alpinisti impegnati sull'Himalaya: ecco perchè sono certa vi sarete imbattuti sicuramente nel suo nome leggendo le cronache di alpinisti che hanno affrontato di giganti himalaiani.


Vi consiglio questa lettura, perchè la figura di questa donna, da quando l'ho scoperta, mi ha sempre affascinata, ma la mia ammirazione per lei si è ulteriormente alimentata dopo che sono stata in Nepal, quando girando per le strade caotiche di Kathmandu, la immaginavo sfrecciare a bordo del suo inseparabile Maggiolone, donna forte ed indipendente che ha sovvertito le convenzioni sociali degli anni '60 per costruirsi il suo mondo, insomma un vero esempio.


Buona lettura e come sempre, fatemi sapere che ne pensate!

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Tuninetti Chiara

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